Cene Mediterranee

 

A tavola: la ricetta del cambiamento

Grazie al suo importante valore simbolico il “convivio” permette di svolgere un lavoro terapeutico trasversale, su più livelli di problematiche “biopsicosociali”.

Per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare cucinare serve a riprendere “il controllo sul cibo” e al tempo stesso a socializzare in gruppo per distogliere l’attenzione dall’oggetto della dipendenza. Nel nostro caso il cibo.

Far la spesa in un mercato locale, parlare con i contadini, scegliere prodotti artigianali, leggere meglio le etichette, mangiare meno carne e prediligiere varietà autocnone, protegge la biodiversità, diminuendo l’impronta ecologica dell’uomo sull’ambiente.

Solo con la sinergia tra azioni individuali, associative e politiche pubbliche si può dare una risposta concreta ai cambiamenti climatici.

Perché per vincere questa scommessa c’è bisogno di una nuova cultura e di nuovi valori fondati sulla sostenibilità e sulla convivialità. Perché mangiare insieme è un atto educativo alla base della nostra civiltà mediterranea.

Dietro ogni cibo e dietro ogni sapore c’è una storia sociale e personale, che viene da molto lontano. Un’identità che è stata dimenticata negli anni di bulimia consumistica. Quando l’idea di sviluppo infinito ha prodotto corpi a sua immagine e somiglianza: obesi da un lato e sottopeso dall’altro. Entrambi malnutriti, o per eccesso o per difetto.

Perché ancor oggi l’umanità resta divisa in due: tra chi ha più fame e poco cibo e tra chi ha troppo cibo e poca fame. Tra chi è alla ricerca del mangiare e chi cerca di degiunare per non ingrassare.